25
Ott
11

BabyGang – Sanpapié – Band à Part

presentano

IL PROCESSO

dal romanzo di Franz Kafka

regia Paolo Giorgio e Lara Guidetti
testi Carolina De La Calle Casanova e Sarah Chiarcos

all’interno del Progetto PUL – Compagnie in Residenza

in collaborazione con Tieffe – Teatro Stabile d’Innovazione

con il patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni

con il contributo di Être un progetto di Fondazione Cariplo

Lei non deve prendersela troppo a cuore. Che cosa non capita nel mondo…

 E se l’oggetto dell’accusa mossa a K. fosse K. stesso, la sua incapacità di aprire la porta della Giustizia a lui destinata?

In questo caso Il Processo, da dramma dell’assurdo, diventerebbe la descrizione dell’esistenza dispersa e priva di consapevolezza che tanti oggi attraversano. Se K. vivrà nel tribunale poco più che un’udienza preliminare, il Tribunale entrerà in ogni aspetto della sua vita, fino a coincidere con essa.

Una parabola visionaria che attraversa lo straordinario romanzo di Franz Kafka, la più imponente metafora novecentesca sull’idea di diritto e di colpa.

Al termine della residenza allo Spazio MIL, tre giovani compagnie presentano un compendio di tre anni di confronti e sperimentazioni: uno spettacolo che propone un modello di coproduzione inedito, fondato non sulla suddivisione dei mezzi, ma sul mescolarsi delle competenze e delle poetiche, sperimentando nuovi modi di fare rete. Un invito a non avere paura, in questi tempi scuri.

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16
Mag
11

STUDIO PER UN PROCESSO, da F. Kafka

da un’idea di BabyGang, Band à Part, Sanpapié

elaborazione drammaturgica e regia di Sarah Chiarcos, Carolina De La Calle Casanova, Paolo Giorgio e Lara Guidetti

con Federico Bonaconza, Lara Guidetti, Gabriele Marra, Alberto Onofrietti, Francesco Pacelli, Vald Scolari e Valentina Scuderi

coreografia Lara Guidetti

audio Marcello Gori

video Stefano Slocovich

una produzione PUL – Compagnie in Residenza

con il contributo di Être un progetto di Fondazione Cariplo

Lei non deve prendersela troppo a cuore. Che cosa non capita nel mondo…

Il processo. F.Kafka

Cos’è, oggi, in Italia, la Giustizia?

Nasce da questo interrogativo “Studio per un Processo – da F.Kafka”, un viaggio ironico e grottesco, fatto di micro – pièces senza un filo conduttore evidente ma legate alla “percezione della colpa”, al disvelamento dei meccanismi degenerativi della giustizia e alle sue conseguenze sull’individuo.

PUL – Compagnie in Residenza si avvia a chiudere il triennio presso lo Spazio MIL di Sesto San Giovanni con la sua nuova produzione collettiva di cui è presentato da venerdì 20 a domenica 22 maggio uno studio, non tanto inteso come “anteprima” quanto come necessità di “fare ricerca” su un tema delicatissimo che prende l’avvio da “Il Processo” di Frank Kafka, senza dubbio la più imponente parabola novecentesca sull’idea metaforica di diritto e di colpa.

Lo stimolo a lavorare sul romanzo incompiuto, angoscioso e onirico di Kafka nasce da un semplice sguardo all’Italia contemporanea per interrogarsi sul rapporto che lega il singolo al contesto sociale e allo Stato e sul significato oggi della parola “giustizia”, vocabolo ormai dai margini fatti di fumo, forme inafferrabili, significati difformi come le diverse facce di un cristallo.

Lo “Studio per un processo” nasce proprio dalla consapevolezza che è stato seminato il dubbio su cosa sia realmente il delitto e su cosa sia veramente la colpa: comportamenti gravissimi sono minimizzati mentre questioni che apparivano “ordinarie” assumono lo stato di calamità sociale.

Uno spettacolo – come già è stato per Io Posso, tu no prima produzione collettiva di PUL – che si alimenta delle caustiche architetture post-industriali dello Spazio MIL per trascinare il pubblico nella suggestione surreale di una serie di micro-drammi, apparentemente slegati fra loro eppure percorsi da un filo comune che li rende un’opera indivisibile.

Un viaggio che mescola la tragedia inspiegabile a quel vuoto grottesco, in perfetto stile “kafkiano”, attraverso codici espressivi differenti, dalla danza, alla musica, alla prosa, fusi in un inedito amalgama unitario. Soprattutto, un primo assaggio delle atmosfere e dei tagli visivi ora surreali, ora iper-realistici, che gli spettatori potranno ritrovare nella grande avventura de Il Processo.

 

Sabato 21 maggio – ore 18,30 – Spazio MIL di Sesto San Giovanni – ingresso libero

AI MINIMI TERMINI. EDIZIONE ZERO

Prime riflessioni sulle parole chiave della giustizia.

Qual’e’ il vero significato delle parole che accompagnano il mondo della giustizia?
Cosa significa veramente essere accusati di qualcosa, o godere di un’immunità?

Guardando l’assurdo paradosso giudiziario che e’ “Il Processo” abbiamo sentito la necessità di riscoprire il senso di parole di cui l’uso – e l’abuso – hanno fatto forse confondere il vero significato.

Un incontro fatto di contributi tecnici di giuristi che spieghino cosa significa cosa,  di chiacchierate informali a lato palco e giochi per riderci un po’ su e soprattutto per riscoprire dove stanno i pesi e le misure della bilancia della dea bendata.

In questa atmosfera sociale che coinvolge il singolo come la struttura in cui si muove, ciò che veramente è messo in questione è la percezione della colpa: la coscienza dell’individuo di muoversi al di qua o al di là della linea del diritto, la coscienza sociale delle istituzioni che dovrebbero tracciare e governare questa linea.

La metafora kafkiana di un individuo accusato di un delitto che non gli verrà mai contestato né rivelato, è il punto di partenza di una ricerca sulla nostra percezione della colpa. Un percorso che partendo dalla presentazione dello Studio, arriverà fino all’allestimento di una versione integrale del romanzo. Un Processo di Kafka che giocherà su due tavoli: quello della fedeltà al materiale d’origine, e quello della vertiginosa libertà della riscrittura tra le righe. Qui il concetto di studio non si riferisce all’anteprima di un lavoro ancora da rifinire, ma alla necessità reale di fare ricerca attorno al tema ispiratore del lavoro. Oltre a questo, c’è la necessità di mescolare e confrontare i linguaggi e i modelli di lavoro di tre compagnie dalle poetiche affini, ma non identiche.

                                                                                                                PUL – Compagnie in residenza

14
Dic
10

NON E’ UN TEATRO PER VECCHI

Il 10 gennaio ha finalmente riaperto i battenti la Residenza Pul con l’iniziativa

NON E’UN TEATRO PER VECCHI

Questo non è un teatro per chi crede
alla propria età scritta sui documenti.

É un teatro da zero a cento anni
vietato ai minori accompagnati da un adulto.

É un teatro, e in quanto tale è protetto dal wwf
come specie in via d’estinzione
…ma c’è una scena di un film
in cui una bomba cade sullo zoo
e tigri elefanti e zebre
passeggiano tranquilli per la città…

Non É Un Teatro Per Vecchi non è un teatro per
giovani, né per turisti della cultura e culturisti della
visione.

Ma è un teatro per te, che la mattina mentre vai a lavorare
ti fermi a guardare un viso e chiedi
Chi sei?
Dove vai?
Qual è la tua storia?
Ti siedi e te la fai raccontare.

Non É Un Teatro Per Vecchi, ma è un teatro per te.
Guardiamo dai bordi di una linea, e se sei dentro o sei fuori dipende da dove fissi il tuo sguardo.
Ma forse puoi sceglierlo, da che parte guardare..

Vuoi entrare?

Gli appuntamenti:

– 10 * 13 Gennaio Compagnia del Teatro Popolare e Paolo Rossi Povera Gente

***
– dal 10 al 14 e dal 17 al 21 febbraio Compagnia Sanpapié Come una piuma sul pelo dell’acqua

***
– dal 2 al 6 e dal 9 al 13 marzo Compagnia Babygang Lo Scherzo

***
– dal 17 al 21 e dal 24 al 28 marzo Compagnia Band à Part Glas

@

Spazio MIL / PUL – Compagnie in Residenza

via L. Granelli, 1 – 20099 Sesto San Giovanni

(MM1 Sesto Marelli o MM1 Sesto Rondò – autobus 727, 14)


INFO

comunicazione.pul@gmail.com

Biglietteria: 345 6216226 biglietteria.pul@gmail.com (da Lun a Ven dalle ore 15 alle ore 19)





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